• Museo delle Scienze di Trento - Sceglie Panasonic

Muse - Museo delle Scienze di Trento - Sceglie Panasonic

 

Tecnologie multimediali di ultima generazione al servizio del museo moderno.

I dispositivi visual di Panasonic sono protagonisti della nuova sede del MUSE, il Museo delle Scienze di Trento progettato da Renzo Piano, struttura unica nel suo genere che crea un connubio tra natura, ambiente e tecnologia rappresentando un'eccellenza sia a livello nazionale che internazionale.

Il MUSE incarna alla perfezione il concetto di museo moderno, rispondendo a una chiara esigenza contemporanea secondo la quale oggi i musei non devono essere pensati soltanto come luoghi espositivi ma, come ricorda Lavinia Del Longo, Coordinatrice del progetto MUSE, "Rappresentano anche spazi vivaci, interattivi e fortemente comunicativi.E' con questo obiettivo che - continua Del Longo, "Abbiamo pensato a un allestimento di forte impatto, prevedendo l'inserimento delle nuove tecnologie".

Il MUSE ha quasi stravolto le regole classiche che obbligano i visitatori di questi luoghi esclusivamente ad osservare gli oggetti, i reperti o le installazioni presenti nelle gallerie espositive. «Come da briefing iniziale, il Museo di Trento ha lanciato il concetto di interazione, che consente agli ospiti di immergersi nel contesto circostante.

I visitatori possono toccare delicatamente gli animali esposti, sfiorarne ad esempio le piume o la pelle per avvertine la natura, la consistenza. Non solo, la visita diventa ancora più intensa quando, grazie a dei sensori o sonde laser che rilevano la presenza di persone, fanno partire dei suoni che richiamano i versi degli animali posizionati in quella determinata area del museo. Sono diversi, oltretutto, i piccoli percorsi istituiti in mezzo alla natura che, attraverso un mix di suoni e proiezioni video, consentono al visitatore di vivere un'esperienza unica nel suo genere».

La scelta di dispositivi di ultima generazione, progettati con un sistema di cablaggio non invasivo di oltre 40 km, trova la sua espressione in tutte le isole presenti all'interno delle aree espositive, dotate di un impianto pensato e progettato per fornire un determinato effetto emozionale al visitatore. "Abbiamo subito pensato a delle installazioni immersive - commenta Lavinia Del Longo - con l'uso di videoproiezioni di grandi dimensioni, possibili anche grazie alla scelta di alcuni tra i modelli proposti da Panasonic, che potessero in modo del tutto innovativo coinvolgere in modo globale il visitatore nel suo percorso esplorativo all'interno del museo".

Sono infatti anche i dispositivi Panasonic impiegati nel MUSE a renderne unici gli spazi espositivi: oltre a 4 monitor da 80' TH-80LF50', i più grandi tra quelli utilizzati nella progettazione dell'impianto, quasi tutti i videoproiettori scelti sono firmati Panasonic. Si contano 10 Videoproiettori Laser DLP PT-RW330, 3 Videoproiettori DLP PT-DZ680, 3 Videoproiettori LCD PT-EZ570 e 8 Videoproiettori LCD PT-VX500EJ.

Inoltre sono stati utilizzati 10 schermi olografici 16:9, 121 Player Video, 76 PC, 8 processori e 60 diffusori acustici.

Con i suoi 12.600 mq distribuiti su 7 piani, il nuovo Museo della Scienza dispone di un impianto formato da più di 500 dispositivi, articolati in una progettazione complessa, strutturata e derivata da un lavoro di grande coordinazione. "La realizzazione di un progetto così ampio è stata possibile solo grazie alla collaborazione di tutte le forze messe in campo per la riuscita di quella che può essere chiamata una vera e propria impresa" ha sottolineato Angelo Nicolosi, Direttore Tecnico e supervisore dello svolgimento di tutte le operazioni del progetto multimediale. "Un lavoro coordinato, dunque, portato a termine secondo i dettami di un'installazione moderna e realizzato rispettando tutti i principi di design e architettonici, comprese le norme che governano l'ambiente".

"Sono state coinvolte diverse società italiane, software house e società di produzione, per la realizzazione di tutti contenuti multimediali - ha spiegato Gabriele Magagna, Product Manager di Acuson, la società che ha fornito i dispositivi multimediali Panasonic. "Non è stata un'installazione classica, ma ha visto coinvolte diverse figure professionali ed è stata necessaria una cura particolare per la realizzazione del tutto. Ogni singola progettazione, inoltre, è stata approvata dal committente e dal gruppo del Comitato Scientifico".

Come un vero e proprio puzzle tecnologico, tutte le isole presenti all'interno delle aree espositive sono dotate di un impianto progettato per ogni esigenza e tarato meticolosamente per fornire l'effetto emozionale al visitatore. In un locale tecnico del MUSE è stato collocato un server centralizzato per accensione, spegnimenti e relativi controlli degli apparati multimediali, compresi i settaggi dei relativi cicli di lavoro dei dispositivi, soprattutto come nel caso specifico dei PC. Ne è risultato un sistema tipicamente di digital signage, se consideriamo che collegati in rete ci sono oltre 500 dispositivi, tra media player, pc, monitor, touchscreen, video proiettori, videocamere, ecc. «Nel caso del MUSE l'intelligenza è stata distribuita da cima a fondo in tutto il museo - spiega Nicolosi.

Ogni dispositivo, dovendo rispondere a dei canoni prestabiliti ha superato una rigida selezione: massima efficienza, basso consumo, dimensioni ridotte, durata, ecc. Sotto l'attenta analisi del Comitato Scientifico, sono state allestite oltre 100 isole, contenenti più di 250 exhibit, ad ognuno delle quali è stato associato un curatore scientifico, proveniente dagli ambienti universitari. Tutto meticolosamente testato più volte, dai PC ai media player video allocati vicino ai punti d'informazione o sotto i tavoli di vetro, dai monitor di spessore minimo, da 29 mm con tecnologia IPS, ai videoproiettori altamente luminosi e capaci di rispondere a prestazioni di lunga durata, dalle pellicole multitouch, applicate su vetro, agli schermi olografici, di diversi dimensioni inseriti da cima a fondo in mezzo ai cavi di acciaio del grande vuoto centrale. Senza tralasciare il sistema di sicurezza, per il quale abbiamo integrato 10 telecamere aggiuntive».

"Dal giorno dell'inaugurazione a oggi sono passati oltre sei mesi e, ad oggi, la risposta dell'impianto è stata ottima. Se pensiamo che i dispositivi lavorano in media 12 ore a giorno, a distanza di molti mesi possiamo immaginare lo stress al quale vanno incontro queste macchine. Eppure, non è stata annotata alcuna critica" ha spiegato Angelo Nicolosi.  I riscontri ottenuti dal funzionamento dell'impianto non costituiscono l'unica nota positiva; dal giorno dell'apertura il museo ha infatti ricevuto un'ottima accoglienza.

Conclude Lavinia Del Longo, Coordinatrice del progetto MUSE: " Abbiamo registrato più di 200 mila visitatori in meno di sei mesi, una cosa impensabile prima d'ora per una città di 100 mila abitanti come Trento. Solo nel mese di dicembre dello scorso anno abbiamo registrato quasi 46.000 visitatori, con giornate di affluenza massima di oltre 6 mila persone. Come si può immaginare il museo ha riscosso un notevole consenso sia in ambito nazionale, sia internazionale".