OLTRE I LIMITI ATTUALI DELLA LUMINOSITÀ, DELLO SPAZIO E DEL SUONO: IL FESTIVAL LIGHTPOOL DI BLACKPOOL

I proiettori Panasonic mappano gli interni dell’Empress Ballroom all’inaugurazione del festival Lightpool 2018 a Blackpool

È un puzzle da 24 pezzi in cui anche la mancanza di un singolo tassello interromperebbe la continuità di tutta l’opera digitale - per questo ci siamo affidati ai proiettori Panasonic

Paul Wigfield, Director di QED Productions

Client – QED Productions
Location – Empress Ballroom, Blackpool
Prodotti forniti – PT-RZ31K, PT-RZ21K
Sfida

Allestire una mappatura della proiezione di alta gamma adeguata alla complessità del soffitto dell’Empress Ballroom e alla presenza di vari lampadari

Soluzione

L’installazione di 24 proiettori Panasonic ha ridotto al minimo le interferenze, garantendo il massimo livello di affidabilità e qualità per una performance mozzafiato


Nota nel mondo per gli spettacoli di illuminazione che vi si svolgono ogni anno, Blackpool vanta una lunga storia di sperimentazioni con la luce. Dal 1879, quando furono illuminate per la prima volta da otto lampade ad arco, le strade cittadine dove splendeva quella che al tempo era definita la ‘luce solare artificiale’ hanno continuato a sorprendere i visitatori, sia per proporzioni che per professionalità, nel corso di decenni.

Negli ultimi anni, queste innovazioni hanno dato vita al progetto Lightpool - un ulteriore tipo di intrattenimento, fruibile nel periodo degli spettacoli luminosi e concepito per unire i mondi dell’arte e dell’entertainment. Nel 2018 è stata particolarmente apprezzata la combinazione di brani di musica classica e di unprojection mapping allo stato dell’arte presentato con la performance ‘Light Odyssey’, che ha registrato il tutto esaurito e decretato il lancio ufficiale del festival Lightpool 2018 a Blackpool.

Prodotto da Alex Rinsler, direttore del festival Lightpool, lo spettacolo Light Odyssey è il risultato di una collaborazione tecnica e creativa fra QED Productions, l’Orchestra Filarmonica della BBC, la Guildhall School of Music and Drama e un team di artisti digitali dal talento incredibile che, nel giro di 90 minuti, ha mostrato una serie appassionante di fantastiche animazioni proiettate e performance dal vivo. Lo spettacolo è anche stato registrato a 360° da Philharmonic Lab - un’iniziativa di BBC Philharmonic volta a esplorare nuovi modi di fruizione della musica orchestrale. 

QED Productions, che da tempo collabora con Alex Rinsler, è stata il partner selezionato per tradurre in pratica la creatività di un ambizioso progetto di mapping, in cui i proiettori dovevano funzionare al meglio nonostante l’ingombro di diversi lampadari, in una delle sale da ballo più grandi d’Europa.

“È stato possibile solo grazie all’uso del media server più evoluto e di un’avanzata tecnologia di proiezione a laser a elevata luminosità”

“Quando Alex ha contattato QED per la prima volta, lanciando l’idea di Light Odyssey, era evidente che le proporzioni dell’ambizione creativa erano enormi, tanto quanto le sfide tecniche associate. Si trattava di un’opportunità unica per superare i limiti del projection mapping e dare vita un’esperienza di intrattenimento veramente speciale .

“L’Empress Ballroom è una delle sale da ballo più grandi d’Europa e anche una delle più decorate. I maestosi lampadari non potevano essere rimossi e, per di più, erano distribuiti secondo un layout irregolare - di conseguenza, sembrava impossibile riuscire a trovare un modo per coprire il soffitto senza proiettare ombre e creare un modello utilizzabile per soddisfare le esigenze di tutti gli animatori”, afferma Paul Wigfield, Director di QED.

Prima di passare alla creazione della performance vera e propria, QED Productions doveva valutare con precisione lo spazio disponibile, quindi individuare quali proiettori sul mercato offrivano la versatilità necessaria per gestire l’intera sala. 

Immagini di: QED Productions


Paul continua: “Sapevamo che la soluzione tecnica sarebbe stata un autentico rompicapo e che avrebbe richiesto un modello estremamente preciso per la creazione del contenuto, oltre ad alcune posizioni e angolazioni quasi impossibili per i proiettori. Nelle prime visite al sito ci siamo concentrati semplicemente sull’esame di tutte le potenziali posizioni dei proiettori, per stabilire quali fossero effettivamente utilizzabili. Dopo aver appurato la fattibilità del progetto in questo modo, abbiamo deciso di acquisire una scansione della sala e riprodurne un modello, di cui ci siamo serviti per pianificare il layout dei proiettori e definire il modello UV per gli artisti”.

Alla fine abbiamo deciso che la soluzione più affidabile consisteva nell’installazione di 24 proiettori Panasonic distribuiti in tutta la sala da ballo, persino fra la platea e l’orchestra. A questo scopo, sono stati necessari 16 proiettori da 30.000 lumen PT-RZ31K per coprire le aree più ampie dei soffitti e delle facciate, oltre a otto proiettori a laser da 20.000 lumen PT-RZ21K per le zone più piccole, intorno alle pareti e ai pilastri.

“Tutti ricorderanno l’evento come la notte in cui l’Empress Ballroom ha preso vita in un trionfo di colori e suoni”

Paul aggiunge: “Anche se per il lato spettacolare la proiezione richiedeva una visione creativa e tecnica straordinaria, lo show è stato possibile solo grazie all’uso del media server più evoluto e di un’avanzata tecnologia di proiezione a laser a elevata luminosità. Abbiamo dovuto posizionare proiettori ovunque. Poiché i lampadari impedivano la proiezione incrociata sulle pareti finali, per ottenere la copertura richiesta sulle gallerie superiori sono state implementate due coppie di proiettori RZ21K con Edge Blending e obiettivi a specchio ultra short-throw con rapporto di proiezione 0,36:1”.

Fra le altre caratteristiche che hanno influito su questa decisione c’era la qualità della proiezione, che si è dimostrata affidabile e versatile durante il funzionamento. Inoltre le prestazioni discrete dei proiettori hanno assicurato l’assenza di interferenze per il pubblico a casa e in ascolto radiofonico, che così ha potuto lasciarsi coinvolgere completamente dall’esperienza.  

“I proiettori a laser DLP da 3 chip Panasonic offrono l’emissione luminosa più elevata di qualsiasi altro dispositivo nella loro classe, pur utilizzando minore energia. Sono anche estremamente silenziosi, il che è fondamentale quando il pubblico è seduto tanto vicino alle attrezzature. La presenza di sorgenti di luce a laser motorizzate ha consentito di orientare i proiettori in qualsiasi direzione e persino nelle angolazioni più audaci”, sostiene Paul Wigfield.


“In pratica, con un allestimento del genere non è possibile predisporre un sistema di supporto di riserva, a causa di limiti intrinseci, quindi i proiettori devono necessariamente garantire un’affidabilità del 100%. È un puzzle da 24 pezzi in cui anche la mancanza di un singolo tassello interromperebbe la continuità di tutta l’opera digitale - per questo ci siamo affidati ai proiettori Panasonic

Ma i proiettori selezionati offrono anche un alto livello di connettività, che permette di visualizzare una grande molteplicità di contenuti.

“I proiettori a laser DLP da 3 chip Panasonic offrono l’emissione luminosa più elevata di qualsiasi altro dispositivo nella loro classe, pur utilizzando minore energia”.

Paul prosegue: “Il contenuto è stato visionato in anteprima e riprodotto in loco mediante quattro media server 4x4pro di disguise dotati di schede VFC Quad DVI.  Le singole emissioni di 48 uscite a risoluzione 1.920 x 1.200 (principale e di riserva) venivano convogliate in uno switcher a matrice DVI FR65x65 di Lightware, per poi essere distribuite a ogni proiettore tramite il sistema di fibre su misura di QED, che offriva funzioni di controllo del segnale e della rete.  Grazie a multiviewer DVI a 16 canali Predator II di Harris è stato possibile monitorare i segnali di tutti i proiettori dalla posizione di controllo, mentre la linea di media server di disguise è stata ottenuta utilizzando il sistema di fibre remoto KVM Xtreme di QED in modo da permettere al team di adattare con il warping gli schermi digitali e poi di cucirli tra loro manualmente.

"Nonostante la risoluzione di 10.000 x 3.813 pixel del modello di animazione e la necessità di produrre quasi un’ora di contenuti video Full Motion, tutti gli artisti hanno affrontato la sfida e non soltanto sono riusciti a rispettare tempistiche incredibilmente strette, ma anche a creare un mix estremamente variegato, combinando differenti stili video e interpretazioni musicali”.

Fondendo tutti questi elementi tra loro, i proiettori Panasonic hanno consentito ai creativi di esplorare a fondo il proprio potenziale e proseguire quella tradizione di sperimentazione con la luce che Blackpool ha sempre, orgogliosamente, rappresentato.

“Light Odissey è stato un viaggio eccezionale. Tutti ricorderanno l’evento come la notte in cui l’Empress Ballroom ha preso vita in un trionfo di colori e suoni”, conclude Paul Wigfield.