• Proiettori Panasonic al servizio del Teatro alla Scala

Proiettori Panasonic al servizio del Teatro alla Scala

Il proiettore Panasonic PT-DZ21K scelto da Meeting Project per lo spettacolo Les Troyens al Teatro alla Scala di Milano. 

In calendario dall’8 al 30 aprile 2014 presso il Teatro alla Scala di Milano, la Grand-Opéra in cinque atti Les Troyens (Libretto di Hector Berlioz - Nuova produzione del Teatro alla Scala in coproduzione con Royal Opera House, Londra; San Francisco Opera e Wiener Staatsoper) ha visto coinvolto nella scenografia audio video anche un proiettore 3 chip DLP Panasonic da 20.000 ANSI lumen PT-DZ21K.

Sponsor tecnico del teatro dal 2007 e fornitore delle tecnologie audio video per quest’opera, la società Meeting Project, che aveva già scelto per “La Sposa dello Zar” lo stesso proiettore Panasonic.

Per l’allestimento de Les Troyens presso la Royal Opera House di Londra la produzione locale optò per due videoproiettori Panasonic da 10.000 ANSI lumen modello PT-DZ10 DLP. La coesistenza di due macchine aveva generato un notevole innalzamento del livello del nero e questo particolare dettaglio ha portato Meeting Project a valutare, nel momento in cui è stata incaricata della fornitura audio video per Les Troyens dal Teatro alla Scala, la scelta di integrare un unico modello da 20.000 ANSI lumen, il PT-DZ21K appunto.

“Il proiettore si trovava già fisicamente presso il teatro, avendolo già utilizzato per ‘La Sposa dello Zar’ ed aveva dato ottimi risultati a livello scenico, soprattutto in termini di luminosità e di silenziosità – fondamentale in tale contesto teatrale. In passato ci è capitato di dover sostituire per un altro allestimento, per richiesta specifica del regista, macchine di altri brand con il PT-DZ21K di Panasonic per risolvere problemi di rumorosità, di assoluta rilevanza” spiega Fabio Fraomene, Multimedia and Video Specialist Meeting Project. La macchina è stata posizionata sopra il tetto del palco reale collegato in fibra ottica. Sulla fibra viaggiava il segnale video DVI e la rete per poterlo remotare.

Al proiettore è stato collegato un Media Server Hippotizer con software integrato per l’elaborazione dei contributi – immagini – provenienti dalla macchina. “Avendo inserito i comandi nella consolle luci situata nella cabina di regia, è stato inoltre possibile remotare via ethernet il proiettore, per realizzare shutter aperti e chiusi” continua Fraomene.

Feature importante del proiettore, infatti, rivelatasi fondamentale a detta della produzione, lo ‘shutter temporizzato’ ossia la possibilità di temporizzare apertura e chiusura dell’obiettivo. “Questa temporizzazione è importantissima quando si ha a che fare – come di norma in teatro – con bui veri e totali, ossia momenti dove si spengono completamente le luci della scenografia e accade che, quindi, si incorra nel rischio che il nero del proiettore si veda. La possibilità di chiudere completamente lo shutter non di colpo ma impostando un tempo di chiusura da zero a dieci secondi si è confermata provvidenziale anche per Le Troyens. Lo stesso vale per lo shutter temporizzato in apertura, utile per evitare la “botta di luce” al riaccendersi dell’illuminazione”.

Questo è ciò che ha dichiarato Meeting Project, confermando di essere molto soddisfatta del risultato ottenuto con il PT-DZ21K di Panasonic per diversi motivi, principalmente per silenziosità, leggerezza, compattezza del design e facilità d’utilizzo, ma anche per l’aver avuto a disposizione – rispetto a proiettori della stessa categoria di marchio concorrente – la sicurezza di ben 4 lampade funzionanti contemporaneamente e la garanzia quindi di continuità e fluidità di proiezione.

Da non sottovalutare, infine, il vantaggio del Warping interno alla macchina che ha consentito di adattare la proiezione su una superficie irregolare (nel caso del Teatro alla Scala di Milano un muro storto con presenza di rientranze) grazie ad una semplice mappatura della geometria, effettuata dalla macchina stessa.

“Nel mese di aprile di quest’anno, abbiamo partecipato alla realizzazione di Quartett, una produzione del Teatro alla Scala, messa in scena alla Fundação Calouste Gulbenkian di Lisbona per la regia de La Fura dels Baus, e abbiamo utilizzato tre proiettori di Panasonic dello stesso modello per creare un unico schermo utilizzando l’Edge Blending della macchina, che si è rivelata appunto estremamente versatile e ambientabile a moltissimi contesti complessi” conclude Meeting Project.

Dal punto di vista dell’Ente la scelta ricaduta sul proiettore Panasonic si è rivelata positiva e in grado di raggiungere l’obiettivo finale. “Ciò che a noi spetta valutare come Teatro alla Scala è la resa scenografica della macchina e possiamo dire senza dubbio che la scelta tecnica fatta dal nostro sponsor Meeting Project di prediligere il proiettore PT-DZ21 di Panasonic è stata di vero successo. Quando regista e scenografo mi chiedono di realizzare situazioni particolari e lo stesso operatore non trova alcuna difficoltà a renderle in brevissimo tempo, significa che la macchina è, a dir poco, fenomenale!”, ha spiegato Elio Brescia, Assistente Direttore Allestimento Scenico Teatro alla Scala.

“PT-DZ21K è il proiettore che ha ‘illuminato’ le cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi Olimpici di Londra 2012, prodotto rivoluzionario per il mercato dello staging e degli eventi. Prima della sua introduzione sul mercato non era possibile ottenere una luminosità di 20.000 ANSI lumen con una macchina così compatta e leggera e siamo lieti che anche una location di eccellenza, quale appunto il Teatro alla Scala di Milano, attraverso il partner Meeting Project, abbia scelto di dotarsi della nostra tecnologia per un’opera così importante” Daniela Karakaci, Visual System Solutions BU, Panasonic PSCEU.